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Come creare una landing page che fa chiamare: struttura, testi ed esempi

Di Jessica Zuttion ·

Per creare una landing page efficace parti dall’annuncio che porta le persone lì: la pagina deve mantenere quella promessa e chiedere una cosa sola, per esempio una chiamata o un modulo. Poi la scrivi in sette blocchi, dal titolo all’invito finale, e misuri quante visite diventano richieste.

La mediana delle landing page analizzate da Unbounce converte il 6,6% delle visite (Conversion Benchmark Report 2024, 41.000 pagine). Ti spiego come costruirne una che stia sopra la media.

Cos’è una landing page?

Una landing page è una pagina web pensata per un solo obiettivo: far compiere a chi arriva un’azione precisa. Si chiama così perché è la pagina su cui «atterra» chi clicca un annuncio, un link in una email o un post. L’azione desiderata può essere una telefonata, un messaggio, un modulo compilato, un’iscrizione alla newsletter.

La differenza con la home page è semplice: la home presenta tutta l’attività e offre molte strade; la landing page parla di un prodotto o servizio e offre una strada sola.

A cosa serve una landing page?

Serve a trasformare i clic in contatti. Se un annuncio su un servizio porta alla home del sito, chi arriva deve cercare da solo quello che l’annuncio prometteva, e molti se ne vanno. Una landing page risponde subito.

Per le campagne su Google conta anche per un altro motivo: l’esperienza sulla pagina di destinazione, cioè quanto la pagina è pertinente e utile per chi ha cliccato l’annuncio, è uno dei tre componenti del punteggio di qualità di Google Ads (Guida di Google Ads).

Come strutturare una landing page in sette blocchi

È lo schema che uso per le pagine delle campagne. Ogni blocco risponde a una domanda che chi arriva si fa, nell’ordine in cui se la fa.

  1. Titolo: riprende la promessa dell’annuncio. Se l’annuncio dice «Riparazione caldaie in giornata», il titolo dice la stessa cosa.
  2. Sottotitolo e invito all’azione: una riga su per chi è e il primo pulsante (la CTA, call to action), visibile senza scorrere.
  3. Vantaggi: tre o quattro, concreti. Cosa ottiene il cliente, non cosa fai tu.
  4. Prove: recensioni vere, un lavoro fatto, un numero con la fonte. Senza prove, i vantaggi sono parole.
  5. Come funziona: tre passi, dalla richiesta al lavoro finito. Toglie l’ansia di chi non ti conosce.
  6. Domande frequenti: le obiezioni che senti al telefono, con risposte brevi.
  7. Invito finale: lo stesso pulsante dell’inizio, con il modulo o il numero.

Niente menu del sito, niente link che portano altrove: ogni elemento spinge verso la stessa azione.

Cosa scrivere in una landing page?

Scrivi come parli ai clienti. Il testo di una landing page che converte è corto, concreto e risponde a domande precise: cosa ottengo, quanto ci vuole, perché fidarmi, cosa devo fare adesso.

Invece di Scrivi
«Soluzioni innovative per la tua casa» «Riparazione caldaie a Treviso, anche il sabato»
«Contattaci per maggiori informazioni» «Chiama ora: ti rispondiamo entro un’ora»
«Professionalità e qualità» Tre recensioni vere con nome e data

Il pubblico di riferimento va scelto prima di scrivere: una pagina per tutti non convince nessuno. Se hai due tipi di clienti diversi, fai due pagine.

Come creare una landing page: gli strumenti

Puoi creare una landing page in tre modi.

Strumento Pro Contro
Costruttori gratuiti o con prova gratis (Canva, Wix, quelli dei programmi di email marketing) Veloci, costo zero o quasi, modelli pronti Indirizzo del costruttore al posto del tuo dominio, poche scelte sul modulo, statistiche ridotte
Una pagina dentro il tuo sito web Stesso dominio, chi vuole saperne di più trova il resto Serve qualcuno che sappia costruirla fuori dal menu e misurarla
Una pagina su misura Veloce, scritta e misurata per la campagna Costa di più all’inizio

Per provare un’idea a costo zero va bene un costruttore gratuito. Se metti budget in una campagna, la pagina deve stare sul tuo dominio e contare i contatti.

Quanti campi deve avere il modulo?

Il meno possibile. Per un’attività locale bastano nome e telefono o email, più una domanda solo se ti serve per rispondere. Ogni campo in più è un motivo per lasciar perdere. Il resto lo chiedi nella prima telefonata.

Accanto al modulo metti sempre il pulsante per chiamare e quello per scriverti su WhatsApp: dal telefono molte persone preferiscono un tocco a un modulo da compilare.

Come capire se la landing page funziona?

Con il tasso di conversione: quante visite diventano richieste. Se 200 persone visitano la pagina e 10 ti contattano, il tasso è del 5%.

Secondo Unbounce la mediana è 6,6% su tutti i settori; per i servizi professionali è 6,1%, per il settore legale 6,3%, per l’istruzione 8,4% (Unbounce, dati 2024). Unbounce stessa lo presenta come un punto di riferimento generico, non come un obiettivo.

Per misurare servono tre cose: contare i moduli inviati con una pagina di ringraziamento (la thank you page), contare i tocchi sul numero di telefono e sul pulsante di WhatsApp, sapere da quale annuncio arriva ogni visita.

Gli errori più comuni

  • Mandare gli annunci alla home del sito.
  • Un titolo diverso da quello che l’annuncio prometteva.
  • Troppi inviti all’azione diversi nella stessa pagina.
  • Un modulo con dieci campi.
  • Nessuna prova: solo aggettivi.
  • Una pagina che dal telefono si apre lentamente o va ingrandita per leggere.
  • Nessuna misura: non sai quante richieste arrivano né da dove.

Domande frequenti

Si può creare una landing page senza sito?

Sì. Una landing page può vivere da sola, su un dominio o su un sottodominio tuo, oppure su un costruttore. Se hai già un sito, conviene metterla lì.

Una landing page serve per la SEO?

Di solito no: le pagine delle campagne cambiano con le offerte e non sono scritte per comparire su Google. Per farti trovare senza pagare i clic ti serve una pagina per ogni servizio, scritta per la ricerca.

Cos’è una squeeze page?

È una landing page che chiede solo l’indirizzo email, in cambio di qualcosa di utile: una guida, uno sconto, una lista. Serve a chi costruisce una newsletter.

Quante landing page servono?

Una per ogni offerta o servizio che pubblicizzi, e una per ogni pubblico molto diverso. Meglio tre pagine precise che una generica.

Ogni quanto va aggiornata?

Ogni volta che cambia l’offerta, e quando i numeri dicono che qualcosa frena. Se le visite sono molte, puoi provare due versioni del titolo e tenere quella che porta più richieste: è il test A/B.

Conviene farla fare?

Se hai tempo e una campagna piccola, puoi creare la tua landing page con questa guida e un costruttore. Se la campagna ha un budget vero, conviene che testi, pagina e misura li segua chi gestisce anche gli annunci: è il lavoro della creazione di landing page.

Fonti

  1. Unbounce, What's a good conversion rate? (aggiornato il 25 luglio 2025), su dati del Conversion Benchmark Report 2024, consultata il 13 ottobre 2026
  2. Guida di Google Ads, Informazioni sul punteggio di qualità per le campagne sulla rete di ricerca, consultata il 13 ottobre 2026

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